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CAGR
Il rendimento annuo composto: a quale tasso costante il portafoglio sarebbe cresciuto per arrivare dov'e' oggi. E calcolato sull'indice time-weighted, quindi non risente dei versamenti: se metti denaro il valore sale ma il CAGR no, perche misura quanto rendono gli strumenti e non quanto hai investito. Non esiste un valore giusto in assoluto: si confronta con il proprio obiettivo e con un indice di riferimento. Come ordine di grandezza, l'azionario globale ha reso storicamente intorno al 7-9% annuo reale nel lungo periodo.
Volatilita
Quanto oscilla il portafoglio, misurata come deviazione standard dei rendimenti giornalieri e riportata su base annua. Sotto il 10% e un profilo tranquillo, tipico di un portafoglio ben diversificato o con una quota di obbligazioni; un fondo tutto azionario sta di solito fra il 15% e il 20%; oltre il 25% si tratta di posizioni concentrate o molto speculative. Non e un difetto da eliminare: piu rendimento richiede quasi sempre piu oscillazione.
Massimo drawdown
La perdita piu profonda dal punto piu alto raggiunto fino al minimo successivo. Risponde alla domanda che conta davvero quando il mercato scende: quanto ho visto scendere il portafoglio nel momento peggiore. Va letto insieme al tempo di recupero: un calo del 15% riassorbito in due mesi pesa diversamente da uno uguale che ne richiede due anni. E calcolato sull'indice, non sul valore: sul valore ogni versamento creerebbe un nuovo massimo e i cali sparirebbero.
Sharpe
Quanto rendimento in piu rispetto a un titolo di stato hai ottenuto per ogni unita di oscillazione sopportata. Si calcola come rendimento in eccesso diviso volatilita. Sotto 0: il portafoglio ha reso meno del titolo di stato, l'oscillazione non e stata ripagata. 0-0,5 modesto. 0,5-1 discreto. 1-2 buono. Oltre 2 molto buono, ma su periodi brevi puo essere fortuna piu che merito. Serve soprattutto a confrontare due portafogli fra loro, non come voto assoluto.
Sortino
Come Sharpe, ma al denominatore mette solo le oscillazioni al ribasso. La logica e semplice: salire tanto non e un rischio, e Sharpe invece penalizza anche quello. Per questo Sortino e quasi sempre piu alto di Sharpe in un portafoglio che sale, e piu basso in uno che scende a strappi. Gli stessi intervalli di Sharpe valgono come riferimento. Se Sortino e molto piu alto di Sharpe significa che le oscillazioni sono soprattutto verso l'alto.
Mesi in guadagno
Quanti mesi si sono chiusi sopra zero, sul totale dei mesi chiusi: il mese in corso non entra nel conto perche' non e' ancora ne' vinto ne' perso. E' una misura di costanza, quella che gli indici sintetici non fanno vedere: due portafogli con lo stesso Sharpe possono essere uno fatto di mesi tutti tiepidi e l'altro di pochi mesi enormi in mezzo a tanti storti, e il secondo e' molto piu' difficile da tenere. Oltre il 65% molto costante. 55-65% normale, e' la proporzione storica dei mercati azionari. Sotto il 50% il portafoglio guadagna per strappi rari.
Mese migliore e mese peggiore
Il singolo mese piu' generoso e quello piu' duro da quando il portafoglio esiste, con il mese e l'anno in cui sono capitati. Servono a dare la misura concreta di cosa puo' succedere in trenta giorni, che e' l'orizzonte con cui si guarda il portafoglio quando le cose vanno male. Il mese in corso e' escluso finche' non si chiude.
Tempo di recupero
Quanti giorni sono serviti per tornare al livello del massimo precedente dopo la discesa peggiore. Completa il massimo drawdown: quello dice quanto si e' persi, questo quanto si e' aspettato per riaverlo, ed e' l'attesa piu' della perdita a far vendere nel momento sbagliato. Se il vecchio massimo non e' ancora stato ritoccato la voce dice in corso e quanto manca. Entro sei mesi rapido, e' la norma per una correzione ordinaria. 6-12 mesi normale. Oltre diciotto mesi lungo: si e' dentro qualcosa di piu' serio di una correzione.
Volatilita al ribasso
La stessa misura della volatilita, ma calcolata solo sui giorni in perdita: le giornate positive vengono ignorate del tutto. Risponde alla domanda che conta davvero, cioe quanto forte scende quando scende. E sempre piu bassa della volatilita normale; quanto piu bassa e, tanto piu le oscillazioni del portafoglio sono verso l'alto. E il denominatore di Sortino.
Calmar
Rendimento annuo diviso il massimo drawdown, entrambi presi sullo stesso periodo. Dice quanto rende il portafoglio per ogni punto della peggior discesa che ha dovuto sopportare. A differenza di Sharpe e Sortino non guarda l'oscillazione media ma il colpo peggiore, quello che nella pratica fa vendere nel momento sbagliato. Sotto 0,5 debole. 0,5-1 accettabile. 1-3 buono. Oltre 3 ottimo, ma su meno di tre anni conta poco perche il vero drawdown potrebbe non essere ancora arrivato.
Tasso privo di rischio
Il rendimento che si otterrebbe senza rischio, usato come termine di paragone da Sharpe e Sortino. Si usa il BOT a 12 mesi. Non e scaricabile automaticamente: si aggiorna a mano dal campo in Performance quando esce una nuova asta, e il valore resta salvato. Alzandolo, Sharpe e Sortino scendono: e corretto, perche il confronto diventa piu severo.
Costo annuo degli strumenti
Quanto pesano ogni anno le commissioni degli ETF, calcolate sul valore che hai di ciascuno. I dati vengono dal KID di ogni emittente e sono divisi in due voci: le commissioni di gestione, certe e ricorrenti, e i costi di transazione, una stima che varia con quanto il fondo movimenta il proprio portafoglio. Il costo che ti pesa e la somma. Come riferimento: sotto lo 0,20% e da indice ampio, il minimo possibile. 0,20-0,40% normale per un ETF specializzato. 0,40-0,70% caro, giustificato solo se lo strumento fa qualcosa che altri non fanno. Sopra lo 0,70% va guardato con sospetto. Per confronto un fondo attivo bancario costa fra l'1,5% e il 2,5% annuo. Il costo complessivo del portafoglio si legge in Dashboard, dove pesa ogni strumento per quanto ne hai.
Sovrapposizione fra ETF
Quanto due fondi contengono le stesse cose. Per ogni voce presente in entrambi si prende il peso minore e si sommano: due fondi identici danno 100%, due senza nulla in comune 0%. Serve a capire se un ETF nuovo aggiunge davvero esposizione o duplica quello che hai gia. Le percentuali non cambiano comprando o vendendo, perche misurano quanto i fondi si somigliano dentro; cambia invece il valore in euro in comune, che segue le quantita.
Concentrazione e numero effettivo
Il numero effettivo dice a quante voci di peso uguale equivale la distribuzione che hai davvero. Con dieci voci al 10% ciascuna vale 10; con dieci voci di cui una al 70% scende a 1,9, perche le altre nove ci sono ma non contano. Confrontalo con il numero di voci: se sono vicini il peso e ben distribuito, se il numero effettivo e molto piu basso dipendi da poche voci. E la misura che smaschera la falsa diversificazione, quella in cui si aggiunge un ETF in piu e la distribuzione reale non si muove.
Beta
Quanto il portafoglio si muove rispetto al mercato di riferimento. 1 significa muoversi insieme all'indice; sotto 1 oscillare di meno (un Beta di 0,6 significa che quando il mercato fa -10% il portafoglio tende a fare circa -6%); sopra 1 amplificare i movimenti. Un Beta basso non e ne buono ne cattivo di per se: dice solo che il portafoglio e meno legato all'andamento generale, di solito perche contiene obbligazioni, oro o titoli poco correlati.
Alfa di Jensen
Quanto hai reso in piu rispetto a quello che il rischio assunto avrebbe giustificato. Si calcola confrontando il rendimento effettivo con quello che il modello si aspetterebbe dato il Beta e l'andamento del mercato. Positivo significa aver fatto meglio di quanto spiegato dall'esposizione al mercato; negativo il contrario. Va guardato su periodi lunghi: su pochi mesi un Alfa alto e spesso fortuna.
Treynor
Come Sharpe, ma al denominatore mette il Beta invece della volatilita: misura il rendimento in eccesso per unita di rischio di mercato, ignorando le oscillazioni specifiche dei singoli titoli. Ha senso quando il portafoglio e gia ben diversificato, perche in quel caso il rischio che resta e soprattutto quello generale. Piu alto e meglio e, ma il confronto va fatto fra portafogli misurati sullo stesso benchmark.
Benchmark e correlazione
Il termine di paragone e SWDA, l'ETF che replica il MSCI World e che e gia in portafoglio: la sua serie storica copre il periodo da quando il portafoglio esiste. Non e l'indice puro, differisce per costi e modo di replica, ma lo scarto e trascurabile. La correlazione dice quanto i due si muovono insieme: 1 identici, 0 indipendenti. Una correlazione alta con Beta basso significa muoversi nella stessa direzione ma con ampiezza minore.
Conferma simboli suggeriti
Serve solo quando Peppoglio propone un simbolo di mercato ancora da verificare. I simboli gia automatici non richiedono conferma; se non ci sono proposte il pulsante resta disattivato.
Le percentuali in Totali per strumento
La tabella mostra un anno per volta, scelto dal menu in alto, e ogni colonna si ordina cliccandone l'intestazione. Accanto agli euro incassati ci sono le percentuali sul valore che lo strumento ha oggi, che servono a rendere confrontabili numeri che in euro non lo sono: cento euro da un titolo che ne vale mille sono il dieci per cento, gli stessi cento da uno che ne vale diecimila sono l'uno.
Per l'anno in corso le percentuali sono tre. % perc e quanto e gia stato incassato. % manc e quanto e ancora in calendario da qui a dicembre, letto dai pagamenti gia in programma; dove compare finito non manca il dato, e quello strumento che per quest'anno ha gia pagato tutto il suo. % tot e la somma, cioe quanto ci si aspetta che renda in tutto l'anno, ed e la colonna su cui conviene ordinare per vedere chi sta rendendo di piu. Gli anni gia chiusi hanno una percentuale sola e la colonna del mancante sparisce: in un anno finito non c'e piu niente da aspettare. Accanto a ogni percentuale c'e l'importo che la genera: Manc sono gli euro ancora in calendario, Tot quelli che ci si aspetta in tutto dall'anno. Non sono la percentuale moltiplicata per il costo: vengono dagli stessi numeri da cui la percentuale e stata calcolata, cosi le due colonne non possono divergere di un centesimo.
Totale da sempre resta uguale al variare dell'anno scelto: sono gli euro incassati da quello strumento da quando e in portafoglio. La % sempre che la accompagna non e un rendimento annuo e non va confrontata con le altre percentuali della tabella: dice quanta parte del costo d'acquisto e gia rientrata in cedole. Su uno strumento tenuto dieci anni al cinque per cento segna cinquanta, e quel cinquanta e un fatto - meta del capitale recuperato - non un rendimento gonfiato dal tempo. Per questo cresce con gli anni di possesso, ed e giusto che lo faccia.
Il denominatore e il costo di acquisto, non il valore di mercato. Sono due domande diverse: dividere per il valore risponde a "quanto renderebbe comprarlo oggi", dividere per il costo risponde a "quanto mi rende quello che ho speso", che e la domanda di chi lo strumento ce l'ha gia. Su un portafoglio in guadagno il primo numero e sempre piu basso del secondo. E la stessa convenzione del prospetto di riscontro, con cui i numeri combaciano.
Income e Growth: chi decide
Non si sceglie piu a mano. Uno strumento e Income quando la sua % tot dell'anno in corso - le cedole incassate piu quelle ancora in calendario, sul costo di acquisto - arriva almeno all'1,5%; sotto quella soglia e Growth. E lo stesso numero che si legge in Totali per strumento, percio bastano un'occhiata a quella colonna e un ordinamento per capire chi sta dentro e chi fuori: gli Income sono tutti quelli sopra la riga dell'1,5%.
Il vantaggio e che la classificazione si aggiorna da se. Un titolo che taglia il dividendo scivola fuori dagli Income appena il taglio si vede nei numeri; uno che lo alza entra senza che nessuno debba accorgersene. Prima il profilo veniva deciso una volta, quando lo strumento entrava in portafoglio, e restava quello per sempre.
Il valore inserito a mano in Operativita non e sparito: vale come ripiego per gli strumenti che non hanno ancora incassato niente e di cui il calendario non sa ancora nulla, cioe quelli appena comprati. Appena arriva la prima cedola comanda quella.
Le quattro medie dei dividendi
Sono quattro numeri diversi perche rispondono a quattro domande diverse. Media complessiva: la media aritmetica del rendimento di tutti gli strumenti che una cedola la pagano, ognuno conta uno a prescindere da quanto ne hai. Media Income: la stessa media, ma calcolata solo sugli strumenti classificati Income, cioe quelli la cui % tot dell'anno arriva almeno all'1,5%; e sempre la piu alta perche esclude chi paga poco. Media ponderata: gli stessi strumenti Income, ma questa volta ognuno pesa per quanto vale in euro, cosi una posizione grossa sposta la media piu di una piccola. Se ponderata e Income si somigliano vuol dire che i soldi sono distribuiti in modo uniforme fra gli strumenti a cedola; se la ponderata e piu bassa, i piu generosi sono anche i piu piccoli. Reso dal portafoglio: qui cambia il denominatore, non piu solo gli strumenti a cedola ma tutto il patrimonio investito, compreso chi non paga niente. E l'unica che dice davvero quanto rende il portafoglio in cedole, e per questo e la piu bassa delle quattro.
Come si calcolano le medie dei dividendi
Tutte e quattro poggiano sullo stesso numero: la colonna % tot di Totali per strumento, cioe quanto ogni strumento rende nell'anno in corso - le cedole gia incassate piu quelle ancora in calendario, divise per il costo di acquisto. Da li si ricavano la media di tutti quelli che pagano, quella dei soli Income, e la ponderata che pesa ognuno per quanto e costato. Nessun numero e scritto a mano: si ricalcola tutto a ogni acquisto, vendita o incasso.
Due conseguenze da tenere presenti. La prima: la parte previsionale dipende dal calendario dei dividendi, quindi uno strumento di cui il calendario non conosce ancora le date prossime porta solo l'incassato e risulta piu avaro di quanto sia. La seconda: un pagamento gia arrivato ma non ancora registrato fra gli incassi resta contato fra i previsti, percio compare in % manc invece che in % perc. Il totale non cambia, cambia da che parte sta - e registrarlo rimette le due colonne a posto.
Come si calcola il reso dal portafoglio
Si prendono le cedole attese quest'anno - incassate piu ancora in calendario, le stesse che alimentano le altre tre medie - e si dividono per quanto e costato tutto quello che hai investito, liquidita esclusa. La riga sotto il numero mostra i due termini della divisione. E il piu basso dei quattro perche al denominatore c'e anche chi non paga niente: se il portafoglio fosse tutto di strumenti a cedola coinciderebbe con la media ponderata.
Pianifica dividendo
Inserisce un pagamento futuro gia conosciuto. Indica data, lordo per quota e valuta: la previsione comparira nel Calendario dividendi e, nel mese di pagamento, anche in Prossimi pagamenti. Da li potrai modificarla o rimuoverla.
Registra dividendo
Si usa solo quando il dividendo viene realmente accreditato. Inserisci gli importi Fineco nella valuta originale: Peppoglio calcola il netto in euro, aggiorna storico, mese corrente, totali e stato patrimoniale, quindi rimuove la previsione dai prossimi pagamenti.